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    April 26

    quiete

    mi mancava solo questo, un rave in mezzo al bosco, non male come ambientazione se non fosse per qualche droga di troppo...ma in fondo chi sono io per giudicare.
    Circa vent'anni fa...apro il cancello, prendo la bici e parto su una ruota fino all'imbocco della strada. Mi fermo...non arriva nessuno...comincio la discesa mettendo le mani in tasca...mia madre mi ha appena comprato la tuta nuova. Primo incrocio...non c'è problema ho tutto il tempo per fermarmi...proseguo. Incrocio cieco, ho acquistato già una bella velocità...tiro fuori le mani a 20 centimetri dal manubrio. Non arriva nessuna macchina...ce l'ho fatta. Cuore in gola, adrenalina a mille...una lieve felicità mi pervade. Continuo rimettendo le mani in tasca...comincia il tratto di strada tranquillo. Rondò, salitina, altro rondò...passano poche macchine posso farlo tutto senza mani. Rallento fino quasi a fermarmi...comincia la discesa impegnativa...cento metri di discesa con una curva a novanta gradi. Arrivo in fondo...ormai è una sfida...faccio la curva con le mani in mezzo alle gambe attaccate al sellino...così ho un maggiore controllo. Anche questa curva l'ho fatta. Tra me e me..."sono un grande, non mi sono tirato indietro, è passato un kilometro e non ho messo le mani sul manubrio. Adesso inizia la strada piena di buche...devo arrivare in fondo, fino alla pianura, non posso tirarmi indietro..io non ho paura". E così faccio. Inizia la prima curva...mani a 10 centimetri dal manubrio...la bici traballa in mezzo alle buche....fatta. Rettilineo quasi in piano...mi lascio rallentare...arrivo all'inizio dell'ultima discesa...ultima e più in piedi di tutte. "Oddio ci sono altre due curve, ma ci penserò poi". Comincio a scendere, con le mani ancora in tasca e il cuore impazzito. Acquisto velocità..sempre di più, sempre di più...la strada si fa sempre più dissestata...."non è un problema, ce l'ho fatta prima vuoi non farcela adesso"...mani a 10 centimetri, la bici barcolla..."non posso toccare il manubrio"...barcolla sempre di più...mi si gira la ruota e striscio per almeno cinque metri sull'asfalto ruvido. "Pensavo peggio, in fondo non mi sono quasi fatto niente...ho solo mani, gomiti e anche completamente grattuggiate dall'asfalto...e cosa principale ho distrutto la tuta nuova...sono un coglione".
    Fine aprile 2008...ho bevuto poco...la musica non mi piace, le paste che se le ingurgitino gli altri...guardo la gente, qualcuno mi piace, il resto per niente...dormirei di fianco al fuoco fino a mattina in mezzo al bosco per terra. Cammino in mezzo al prato, sento un dolore allucinante agli stinchi...nel buio completo ho preso dentro a una catena. Salgo in macchina tirandola fuori dal fosso in cui l'avevo ficcata. Ho voglia di premere sull'accelleratore, ho voglia di sentire le gomme stridere e la macchina scodinzolare. Parto piano...non c'è più gente...supero quattro, cinque macchine e mi infilo dietro a una golf. Va forte, sempre più forte..."bravo...pensi che non riesca a starti dietro?? Soprattutto questa sera che ho voglia di correre??? Sono un coglione...lo so" Gli sto dietro...musica metal, gomme che stridono e macchina di traverso..la golf gira e accelero ancora di più. Scendo...odore di gomme bruciate...l'ultima canzone prima di salire in casa...chiudo gli occhi...una leggera felicità, un leggero piacere...ricordi ed emozioni...adrenalina come tempesta...e poi...tranquillità. Fra cinque ore lavoro...metto Gotham Radio e vado a letto.
    April 17

    Una volta...

    Una volta scrivevo cose molto più sensate...a volte addirittura poesie...nemmeno da ubriaco scrivo decentemente. Ora...sarà che ho rinunciato in buona parte a bere anche nel week-end, sarà che in questo momento non provo sentimenti forti per nessuna donna, sarà che lavoro e basta....sarà che ho rinunciato all'estremo e a tutte le sensazioni ad esso collegate. Oggi ho anche cercato di vendere la moto, non mi riconosco più. Verrà un giorno in cui la vita non mi porti a rinunciare, o a non sentirlo come tale??? In questo momento mi sento un pochino svuotato del mio essere. Non sono andato nemmeno al torneo di calcetto, sono crollato sul divano e ho puntato la sveglia alla mattina(che sarebbe anche una cosa buona se non avessi voluto puntarla alle 20.45 al posto delle 8.45). Vabbè...riprendiamo a correre come ogni giorno, con gli occhi sbarrati e il cervello narcotizzato. Perchè solo così puoi vivere in una società, dove ogni giorno sei obbligato a seguire migliaia di regole scritte e non scritte, dove l'adeguarsi è l'unica alternativa alla durezza dell'inseguire i propri sogni. Un pochino mi sto adeguando, un pochino sto degenerando...vedo nel delinearsi della mia vita l'accettazione di comuni compromessi come unica via alla rinuncia....Sveglia alle 7.30 (che mai riuscirò a rispettare, ed in questo per fortuna sono sempre uguale), commercialista, banca, apertura negozio, computer da fare, clienti, carte, documenti, e-mail, fax. Forse per le 17 rischiando 4 multe, 1 incidente, consumando 10 litri di gasolio e 2 mm di gomme...correndo tra un posteggio e l'altro, riuscirò a fare il mio lavoro...il programmatore. E il bello che lo so fare meglio di ogni altra cosa, però faccio tutto il resto tranne quello. Buona notte!! ...e cambiamo anche canzone...che ho ritrovato in mezzo ai documenti, memorizzato in qualche settore dimenticato di dischi ormai dismessi....grazie P.
    PS: Mi hanno persino rimesso le frasi laterali.
    April 13

    Sottile

    Come è sottile la differenza tra delinquente e persona onesta. Tra buono e cattivo. Mi ritrovo a volte a parlare con persone con cui non vorrei avere niente a che fare...eppure...certi sentimenti, una certa sensibilità le puoi trovare solo con persone che dalla vita non hanno avuto niente, che nessuno gli darà mai niente. Ascolto, qualche volta vorrei schiaffeggiarli come forse si farebbe con un bambino, qualche volta vorrei piangere....qualche volta vorrei scappare. Eppure...ogni volta vado a letto con qualcosa in più...con un gesto d'affetto, con qualcosa che ho dato...forse inutile ma che mi è costato...che ho sentito nel profondo del mio animo. Soffro e godo nello stesso tempo...godo perchè non ho paura, perchè forse riesco a donare qualcosa che pochi potrebbero dare. Soffro perchè ormai....assorbo ogni malessere altrui...ogni preoccupazione, ogni piccola mancanza. Ogni persona a me cara...ormai...è essenziale alla mia vita...chiunque...non riesco a trattenere le lacrime al pensiero di perdere una qualsiasi di esse. Si forse è un mio malessere...ma non è solo questo. E' la consapevolezza di un modo di essere, di una sensibilità, di un sorriso che ho sempre ammirato. E allora sorrido....e piango....Vado a letto...buona notte.